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Storia straordinaria di una donna di fede e di montagna: suor Maria Giovanna Antonietti

COLTIVAZIONE ERBE OFFICINALI VCO

Storia straordinaria di una donna di fede e di montagna: suor Maria Giovanna Antonietti

In una semplice e povera baita, in frazione Verampio (VB), nasce il 5 gennaio del 1809, la futura suor Maria Giovanna Antonietti, nominata  fondatrice delle suore della Provvidenza comunemente chiamate “Rosminiane” dallo stesso Antonio Rosmini. La storia straordinaria di questa ispirata pastorella e operosa donna di montagna, che sa leggere ma non scrivere e che parla il dialetto e la lingua Walser,  è gentilmente raccontata qui da Suor Maria Michela Riva. 

Maria Camilla Antonietti, la futura suor Maria Giovanna, nasce il 5 gennaio 1809 a Baceno (VB) in località Verampio, ed è battezzata il giorno seguente, solennità dell’Epifania del Signore. A sei mesi riceve la Cresima, perché è troppo fragile e a rischio di volarsene in Cielo.

È una pastorella, sa leggere ma non scrivere, parla il suo dialetto e la lingua Walser, si iscrive a tutte le confraternite della comunità locale. Trascorre la settimana all’alpe Crampiolo col gregge, e la domenica scende al paese dedicandosi alla Messa e alla famiglia. Confida il suo amore a Gesù Crocifisso nel locale oratorio di Sant’Antonio a Baceno.

L’ incontro con il Beato Antonio Rosmini.

Quando incontra don Giovanni Battista Loewenbruck, spirito ardentemente missionario, e compagno del beato Antonio Rosmini nella fondazione della Società della Carità al Sacro Monte Calvario di Domodossola, vede chiaro come può darsi interamente a Cristo e rendersi mediatrice del suo amore verso tutti. A 23 anni è la prima discepola di Antonio Rosmini, la prima Suora della Provvidenza. La sua tempra morale e religiosa le merita di essere anche la prima educatrice nel primo asilo d’infanzia d’Italia, aperto nel 1832 in Torino da Giulia Colbert, sposa del Marchese di Barolo. E come per propaggine della sua sapienza e virtù, con la collaborazione delle sue compagne di vocazione, aprirà altri asili in Torino, a Stresa, in tutto il Piemonte e Lombardia.

Le opere di carità sociale.

Nel 1835 è inviata dal Rosmini a Biella, dove Mons. Pietro Losana vuole carità sociale. La rivoluzione industriale aveva strappato uomini e donne alle campagne e ai monti per popolare le città di disoccupati in cerca di lavoro nelle fabbriche appena aperte. Operai e operaie vivono la giornata in fabbrica, e a fine lavoro riescono solo a buttare le membra stanche su pagliericci. Non hanno il tempo reale di curare i figli, educarli, nutrirli, farli giocare, dar loro l’esperienza di famiglia, che fa amare la vita e li rende volenterosi e intraprendenti. Suor Maria Giovanna e le sue compagne si alzano presto al mattino per aprire il loro convento ai piccoli assonnati che le mamme affidano loro prima di andare in fabbrica. E a tarda sera li restituiscono alle mamme ordinati, nutriti, istruiti, divertiti.

Il magnanimo Vescovo concepisce tale stima di suor Giovanna e delle sue compagne, che nella sua diocesi vuole altre comunità di queste operose giovani, e le introduce in circa 40 paesi della diocesi. Suor Maria Giovanna apre orfanotrofi, asili, scuole di cucito, corsi di formazione per le giovani collaboratrici famigliari, case di accoglienza per ragazze povere, e tantissimo altro.

Discepola di Rosmini e  prima superiora Centrale delle Suore della Provvidenza.

Temprata da questo esercizio di carità non esente da molte prove interiori e fatiche fisiche in cui la pastorella affrontò la sontuosa capitale del regno dei Savoia, e la giovanetta di montagna sostenne i raffinati abitatori dei palazzi, e la ragazzina che neppure aveva frequentato regolarmente la scuola invernale del paese fu maestra a bimbi e giovani, sorella alle mamme, guida spirituale e pratica alle sue compagne.

A 28 anni soltanto, nel 1837, è scelta dal Fondatore, il beato Rosmini, ad essere la prima Superiora Centrale delle Suore della Provvidenza, il nascente ramo femminile della Società della Carità. Rosmini, che inizialmente dirigeva le suore di persona, vede in suor Maria Giovanna la religiosa capace di rappresentarlo presso di loro, capace di esprimere sentitamente lo spirito e la natura dell’Istituto da lui fondato. Si ritira quindi gradualmente dalla direzione immediata delle suore, e quando una di queste gli chiede di seguirle ancora direttamente, risponde: “So quale Madre vi ho dato, altro non vi abbisogna: badate alle sue virtù e imitatela”.

Le Suore della Provvidenza si diffondono in Inghilterra.

Entrata in perfetta sintonia col grande maestro, in breve suor Maria Giovanna e il suo monastero in Domodossola diventano attrattiva di numerose giovani alla vita consacrata a Dio e al bene del prossimo. Nei 35 anni del suo governo le Suore della Provvidenza si diffondono in Italia e in Inghilterra. Nel 1843 infatti, il 30 ottobre, due Suore della Provvidenza, formate e scelte da suor Maria Giovanna, mettono piede in Inghilterra: suor Francesca Parea di Milano e suor Anastasia Samonini di Ceppo Morelli. Saranno loro a forgiare le prime Suore della Provvidenza inglesi e irlandesi, e a suscitare conversioni al cattolicesimo.

La fama delle “Maestre Rosminiane” si estende a tal punto, che molte personalità della società civile si ritengono onorate di averle come collaboratrici nelle loro fondazioni.

La maternità e sapienza di suor Maria Giovanna è dono per tutti: suore, piccoli e adulti. Anche l’ultima notte sferruzza, febbricitante, per terminare i calzini a una bimba sofferente di geloni. Quando suor Maria Giovanna lascia questa terra, a Borgomanero (NO) il 13 novembre 1872, ha fondato 50 case e opere, e la piangono 350 suore.

Un esempio da imitare.

Due nipoti di Mons. Losana avevano voluto seguire suor Maria Giovanna. Nella circostanza della morte della Madre egli le consola: “Mia venerata suor Pierina e carissima nipote, ma come va che ti vedo così afflitta insieme a tutte le tue buone compagne?… E per chi sarebbe il Paradiso, se non fosse aperto istantaneamente per chi non viveva che di amor di Dio?… Tali esseri così amati da noi lasciano certo un vuoto in una Comunità, e non si può non affliggersi, e io stesso ne provai al primo annuncio un rammarico, ma Dio è grande e vi provvederà, mentre suor Giovanna resterà per tutti e in particolare per le religiose, come un modello da imitarsi, e tu per la prima fac secundum exemplar, e con te la tua sorellina Maria Sofia e tutte le altre tue compagne, perché alla fine della vita avrete lo stesso santo lieto e glorioso trionfo”.

Suor Maria Michela Riva

“Non conobbi mai donna come questa, né saprei chi potrebbe somigliarle” (Beato A. Rosmini).

Suor Maria Giovanna Antonietti

Suor Maria Giovanna Antonietti

Beato Antonio Rosmini

Casa Natale di Maria Camilla Antonietti a Verampio

Orfanotrofio Biella

Orfanotrofio di Biella

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